Camogli, cede la strada e scatta la chiusura: off limits un tratto di via Figari off limits

Il Comune avvisa che via Figari è chiusa al traffico in entrambi i sensi all’altezza di via Saccomanno per circa 100 metri a causa di un cedimento del manto stradale. Per chi abita in via Saccomanno l’accesso è garantito dalla via Aurelia

Un cedimento improvviso dell’asfalto e, nel giro di poco, la strada che si chiude come una cerniera, bloccando il passaggio in entrambi i sensi e costringendo residenti e automobilisti a riorganizzare i percorsi. A comunicarlo è il Comune, che in una nota alla cittadinanza ha annunciato la chiusura totale di via Figari all’altezza di via Saccomanno per un tratto di circa cento metri, con l’obiettivo di mettere in sicurezza l’area dopo il cedimento del manto stradale e prevenire ulteriori rischi.

Il provvedimento, spiega l’amministrazione, riguarda una porzione precisa della strada e comporta limitazioni immediate alla viabilità, con una conseguenza pratica già indicata nero su bianco: per chi abita in via Saccomanno l’accesso viene garantito dalla via Aurelia, che diventa di fatto l’itinerario di riferimento per entrare e uscire dalla zona senza attraversare il tratto interdetto. È una soluzione di emergenza che evita l’isolamento dei residenti, ma che inevitabilmente concentra il traffico su percorsi alternativi e può creare disagi soprattutto nelle ore di maggior transito, quando gli spostamenti quotidiani si sommano a quelli legati a servizi e consegne.
Sull’episodio interviene anche il capogruppo del Partito Democratico in Regione Armando Sanna, che legge l’accaduto non come un caso isolato ma come l’ennesimo tassello di un quadro più ampio. «Ancora una frana in Liguria, questa volta a Camogli, con la strada di accesso bloccata e gravi limitazioni alla viabilità», afferma, parlando di un territorio fragile che «continua a cedere» e che, secondo la sua valutazione, paga anni di mancanza di programmazione e prevenzione. Nel suo ragionamento, dopo gli episodi citati di Bogliasco e Arenzano, il segnale sarebbe ormai chiaro: «non si tratta più di emergenze isolate, ma di una condizione strutturale che riguarda l’intera regione».
La richiesta politica che accompagna l’intervento è altrettanto netta: secondo Armando Sanna la Liguria non può continuare a vivere di interventi in urgenza e serve «un piano straordinario di mappatura e prevenzione del rischio idrogeologico», con investimenti su manutenzione ordinaria, monitoraggio costante e interventi programmati. «La prevenzione è una priorità di sicurezza per i cittadini e di tutela del territorio», conclude, riportando il tema su un crinale che non riguarda solo la singola strada chiusa, ma la capacità complessiva di anticipare i cedimenti prima che diventino blocchi, emergenze, disagi e costi che si ripetono.
In copertina: il luogo dove si è verificato lo sfornellamento in una foto di repertorio
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